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"Un affronto a Moro un ex terrorista in Università"
L’Università del Salento e il centro teatrale Astragali ricordano con una
tavola rotonda Georges Lapassade, il sociologo ed antropologo, a lungo
collaboratore dell’Ateneo leccese, ad un anno dalla sua comparsa. Tra i vari
ospiti che interverranno ci sono i francesi Patrick Boumard, Lucette Colin, Remi
Hess, Michel Lobrot, Patrice Ville; gli italiani, invitati sono Roberto De
Angelis dell’Università La Sapienza di Roma e Renato Curcio, l’ex terrorista
delle Brigate Rosse. E la scena, di colpo, sembra essere tutta occupata proprio
dalla presenza annunciata, di quest’ultimo, che dopo la lotta armata ed il
carcere, da qualche anno ha intrapreso la carriera di editore di una collana sui
temi del lavoro e del sociale.
Ma come già successo per una sua partecipazione passata ad un’iniziativa
dell’Università del Salento, si accende la polemica politica sull’opportunità o
meno di invitare un personaggio, ancora discusso. La questione viene sollevata
senza mezzi termini dal consigliere regionale del Pdl e vice coordinatore
provinciale del partito, Saverio Congedo, che sottolinea come il nuovo invito
dell’Università di Lecce a Renato Curcio sia a tutti gli effetti “un affronto
alla memoria storica ed alla coscienza civile del Salento”.
“A volte ritornano” – afferma con ironia Congedo, che aggiunge: “L’Università
di Lecce non si smentisce invitando, in prima persona, nuovamente Renato Curcio,
fondatore mai pentito delle Brigate Rosse, protagonista ed ispiratore di una
tremenda stagione della nostra storia, peraltro proprio nell’imminenza del 9
maggio, giorno in cui nel 1978 Aldo Moro fu assassinato”. Congedo sottolinea
come “restino un mistero i meriti accademici e le qualità culturali di Renato
Curcio, che evidentemente merita tanto onore proprio per le prodezze che lo
hanno reso noto alle cronache”.
“In una Terra – puntualizza ancora - che ha dato i natali non solo ad Aldo
Moro ma anche a molti ragazzi che hanno indossato ed indossano le divise di
servitori dello Stato, un nuovo affronto alla coscienza civile ad opera di
un’Istituzione pubblica che dovrebbe piuttosto alimentare la cultura della
legalità e della preservazione della memoria. Di qui una composta ma doverosa
protesta, perché questi onori a spese nostre ad un ex-terrorista stanno
diventando una sorta di tradizione, reiterata nel tempo nel più assoluto
dispregio della storia e dei sentimenti della gran parte del popolo salentino,
nella più incomprensibile delle perseveranze”.
Redazione (7 maggio 2009, LeccePrima.it)
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